Alberto Pian

fondamentali e linguaggi

“FINTO” STORYTELLING E PUBBLICITÀ. LA PASTA ARMANDO

Il piano di verità di una storia non dipende dal fatto che sia effettivamente reale, ma dalla sua aderenza ai valori che l’umanità riconosce come veri. Ecco una storia che invece, da un punto di vista narrativo, è un’operazione di “mascheramento”. Indaghiamo la costruzione di un mito che sembra aver affascinato il pubblico e che, a nostra conoscenza, nessuno ha mai affrontato criticamente.
Nel 2016 il cortometraggio di Luca Miniero, Il sogno di Armando, creato nel 2012, vinse il premio You Impresa della Camera di Commercio di Milano. Con questo cortometraggio veniva celebrata la creazione del nuova marca “Pasta Armando”, della De Matteis Agroalimentare S.p.A.una società di oltre 236 milioni di fatturato e 230 dipendenti (2025).

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IL “CARATTERE”. NON SERVE ALTRO PER RACCONTARE UNA GRANDE STORIA

THE WHALE, DARREN ARONOFSKY, 2023. Questo film è girato in 4:3 e Charlie, il protagonista, occupa gran parte delle inquadrature perché è estremamente obeso, è una persona imponente, enorme. Questa presenza così rilevante del personaggio innanzitutto porta lo spettatore più vicino a Charlie. In questo modo viene stabilita una relazione importante con il dramma di Charlie e con la sua stessa figura.

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“REFRACTIVE”. L’UMANITÀ DEI PERSONAGGI ATTRAVERSO LO SCAMBIO DEL PUNTO DI VISTA

Possiamo esprimere tutta l’umanità dei personaggi grazie alle tecniche di “refractive” con le quali l’intimità delle persone e i loro differenti sguardi e punti di vista passano da uno all’altro. Lo vediamo nella scrittura, con Un divorzio tardivo e nel cinema con La sottile linea rossa.

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RACCONTARE PERSONAGGI E CONTESTI. IL TRAGITTO DI M.ME BOVARY, DUE MODI A CONFRONTO

M.me Bovary incontra tutti giovedì il suo amante Léon. Esce di casa la mattina presto e sceglie un particolare tragitto per recarsi agli appuntamenti con il suo giovane amante, con il quale si recherà in un albergo piuttosto squallido ma che, ai loro occhi, apparirà meraviglioso.
Confrontiamo due versioni del tragitto compiuto da M.me Bovary nel capitolo quinto della terza parte del romanzo e ragioniamo su che cosa significa scrivere una grande storia e sul valore degli autori classici.

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POPOLI, PAESAGGIO E CONTESTO. ALEXANDER PUSKIN, IL PRIGIONIERO DEL CAUCASO, 1821

Il racconto di Puskin ci parla di fusione fra personaggi e contesti naturali, di rispetto per i popoli e le loro tradizioni, di sentimenti che possono essere più elevati dell’amore. Una lezione di narrazione e di etica dell’autore. Come dire? Un caso piuttosto raro oggi.

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IL SACRIFICIO DEL MAESTRO, UNA LEZIONE ETICA PER L’OGGI, NE IL GIOCO DELLE PERLE DI VETRO, HEMANN HESSE, 1943

Questo romanzo è stato scritto nel 1943, nel pieno della seconda guerra mondiale. A noi interessa la conclusione perché pone un problema, anzi, pone IL problema di quanque insegnante, educatore, formatore, coach, mentore… e pone anche un problema di fronte all’umanità tutta intera, in questo nuovo periodo di barbarie e di guerra. Questo problema risponde a un equilibrio che è sempre variabile nella relazione maestro – allievo, non è mai statico, né mai è dato una volta per tutte. La domanda è questa: fino a che punto il «maestro» può essere una guida per il suo «allievo» e quindi fino a che punto si deve collocare sul suo terreno, anche a rischio della vita?

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UOMINI E TOPI, RACCONTARE L’AMICIZIA E I SENTIMENTI CHE LEGANO DUE PERSONE

Parliamo di John Steinbeck, Uomini e topi, 1937. Il romanzo si svolge in California, nella valle del Salinas, luogo d’infanzia di Steinbeck. I protagonisti, George e Lennie sono disoccupati, vagabondi, lavoratori stagionali. Il dovere morale di un’amicizia? Cercano di aiutarsi reciprocamente, di sostenersi a vicenda anche perché la zia di Lennie si affida Geroge affinché

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IL BLUES DEL ROTTAME VAGANTE

Ci insegna qualcosa, questo racconto di Francis Scott Fitzgerald che parla di un viaggio con sua moglie Zelda e di un’auto. Nel 1924 il Motor magazine, una rivista americana di automobili, pubblicava a puntate il racconto di Francis Scott Fitzgerald (1896 – 1940) “The cruise of the rolling junk” (tradotto in italiano come “Il blues del rottame vagante”).
L’auto “protagonista” del racconto era una Marmon Touring Car del 1917, usata e un po’ “rotta” acquistata da Fitzgerald qualche mese dopo il matrimonio con Zelda.

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IL MIO CUORE MESSO A NUDO, 1863, CHARLES BAUDELAIRE. L’IDEOLOGIA DEL CAPITALISMO E CHIARA FERRAGNI (CON LA PARTECIPAZIONE DI ELIO VITTORINI E CAPPUCCETTO ROSSO)

Il 27 giugno dello scorso anno (2022), l’influencer Chiara Ferragni accompagnava l’On. Senatrice a vita Liliana Segre – che aveva invitato l’influencer il 17 maggio – al Memoriale della Shoah, presso la Stazione Centrale di Milano. La notizia ha fatto il giro dei media: Chiara è rimasta in silenzio ad ascoltare le terribile storie di una donna espulsa dalla scuola di Milano a causa delle leggi razziali, respinta dalla Svizzera alla frontiera, deportata dai fascisti italiani ad Auschwitz-Birkenau, quindi liberata dall’Armata Rossa. Una donna cresciuta con un peso che nessuno le potrà mai cancellare.
Leggendo questa notizia ho pensato al cinismo senza fine del marketing e della pubblicità, in grado di usare persone, eventi, tragedie senza batter ciglio, come uno schiacciasassi.
Quello che qui mi interessa parlare è di come un influencer si collochi in questo tipo di eventi, rappresentando perfettamente i canoni dell’ideologia dominante, che è quella del capitalismo.
In che cosa consiste questa ideologia? Perché il “buonismo” ne è il suo aspetto principale? Perché Charles Baudelaire ci illumina quando denunciava gli “orrori” della stampa e parlava della sua amica, la puttana Villedueu? Perché dobbiamo fare un accenno alla “cultura consolatrice” di Elio Vittorini?

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ELISA ESPOSITO E DANTE ALIGHIERI, INFLUENCER DEL LINGUAGGIO

Ho letto con grande attenzione e interesse Amiœ, Elisa Esposito, Mondadori, Milano, 2022. Libro che prendo in considerazione per affrontare alcuni stereotipi e pregiudizi sociologicamente e storicamente sbagliati, ma che appartengono all’ideologia dominante. Lo farò parlando anche di un altro famoso influencer dei suoi tempi (e non solo), Dante Alighieri. Il libro di Elisa, che si presenta in una forma eclettica, easy, poco seriosa, molto lontana dall’essere un trattato e che dai più è giudicato banale e inconsistente, in realtà apre lo sguardo sul rapporto fra linguaggio e società e sulle sue tendenze, di cui parlo in questo paper.

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LA SCOMODA LEZIONE DEL TEATRO DELL’ASSURDO PER LA COMUNICAZIONE DI OGGI

L’assurdo è rivoluzionario, per questo ogni suo riferimento deve essere soppresso. Eugène Ionesco diceva: ”Il teatro è essenzialmente rivelazione di cose mostruose, o di condizioni mostruose, senza immagini o di immagini che portiamo in noi.” L’assurdo oggi è straordinariamente attuale proprio perché ci è evitato in tutti modi di doverlo affrontare. La cultura di massa può avere tutte le caratteristiche che si vuole, dalle più brutali, violente, sessiste, razziste, pornografiche al loro finto “contrario”, buonista, educato, moralista, politicamente corretto, paternalista, tranne una: svelare l’assurdo, mostrarne l’esistenza. Questo è comune a qualsiasi comunicazione, perciò diffidiamo di tutto ciò che viene comunicato. Leggiamo due brani tratti da Aspettando Godot (S. Beckett) e La lezione (E. Jonesco), per chiarire questi concetti.

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LA STRADA PER LOS ANGELES. L’UNIVERSO EROICO CHE SALVA SE STESSI

La strada per Los Angeles(1933), è il primo romanzo scritto da John Fante (1909 – 1980). La prima cosa che colpirà il lettore di questo romanzo di #johnfante,  è la #scrittura. Registro stilistico, #lessico, #ritmo. Si tratta di una accurata elaborazione che tende a rappresentare l’ipotetico sleng di un giovane squinternato in preda a deliri ormonal-giovanil-sessuali verso un #destino del tutto fantastico ma perfettamente credibile nel paese del #sognoamericano .

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ECCO IL VERO SHERLOCK HOLMES!

Sherlock Holmes, (Guy Ritchie, 2009). Caratteristica fondamentale di questo film è che presenta il personaggio di Sherlock Holmes in modo completamente nuovo e diverso rispetto a come siamo stati abituati a “leggerlo” e a “vederlo”. Nel bene e nel male il nuovo Sherlock è stato giudicato “rivoluzionario”. Bene, a noi questo film è utile per diversi aspetti.

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