ESERCIZI PER STORYTELLER. IMITA RENÈ CLAIR: MONTAGGIO DADAISTA PER ACQUISIRE UNA VISIONE CRITICA
Ispiriamoci a Entr’acte, René Claire, 1924, considerato il primo film dadaista, per svolgere un’attività
Ispiriamoci a Entr’acte, René Claire, 1924, considerato il primo film dadaista, per svolgere un’attività
Avete compiuto un viaggio turistico in Camargue e avete ripreso dei cavalli. E adesso che storia raccontate? Dipende da come tagliate l’inquadratura e dalla successione delle immagini. Ecco un’attività di storytelling.
ESERCIZI PER STORYTELLER. SONO SOLO CAVALLI? MICA TANTO, L’INQUADRATURA È LA STORIA! Leggi tutto »
Un esercizio per impostare un dialogo con camera in mano che mostri allo stesso tempo sorpresa, continuità, confusione, varietà, complessità.
ESERCIZI PER STORYTELLER. IL DIALOGO IN MOVIMENTO CON PAROLE – PONTE Leggi tutto »
Questa attività richiede che al posto di “presentarvi”, di parlare di voi, di scrivere chi siete in un sito, di compilare un modulo, per quanto aperto, vi possiate rappresentare da una storia. Una storia nella quale vi riconoscete e che potreste divulgare per farvi conoscere. Quello che vi chiedo è, appunto, di narrarvi, non di presentarvi.
ESERCIZI PER STORYTELLER. PRESENTARSI CON UN RACCONTO Leggi tutto »
L’uomo che non c’era, Joel Coen, 2001, inizia con il monologo di Ed, un parrucchiere. La voce fuori campo è quella del protagonista Ed, che appare verso la fine del monologo, mentre fuma una sigaretta. La voce narrante, fuori campo, non è sincronizzata con l’apparizione dell’attore. Proviamo. Scrivete il vostro incipit Il film è in
ESERCIZI PER STORYTELLER. “I JUST CUT THE HAIR”, FATEVI ISPIRARE DAL PARRUCCHIERE Leggi tutto »
Ho ricevuto diverse risposte particolarmente interessanti sulla fotografia che ho proposto di analizzare (che ho scattato nel Qeens), e che voglio commentare in questo articolo. Alcune vostre considerazioni # Una persona dice che se si considera la foto come composta due metà separate vengono fuori pensieri e visioni del tutto particolari. Provate, è un chiaro esempio di scomposizione – ricomposizione.# Un
QUELLA FOTO NEL QEENS Leggi tutto »
Alcune considerazioni per un corretto approccio alla narrazione del particolare giusto al momento giusto. Creare un brevissimo racconto che abbia un inizio, uno svolgimento e una conclusione. E quindi svilupparlo rendendolo più lungo, ma solo ed esclusivamente in due punti (due beat della storia).
Lo StoryChallenge è una tecnica attraverso la quale sottoponi a delle persone (gruppi di studio, persone in formazione, studenti, gruppi di pari, focus group ecc.), l’incipit di un filmato iconico che proponi di continuare utilizzando lo stesso metodo.
CHE COS’È LO STORYCHALLENGE? Leggi tutto »
Non è necessario rappresentare graficamente i dati. La rappresentazione grafica non aiuta la comprensione. Ma una volta compreso il dato la narrazione ne favorisce la padronanza e la manipolazione in senso euristico.
MOSTRALO NON DIRLO ANZI, RACCONTALO. COMUNICAZIONE DI DATI E STORYTELLING Leggi tutto »
Il conteggio delle parole o delle battute è sempre stato un potente strumento di una ristretta cerchia di persone specializzate: i redattori, i correttori di bozze, gli autori di testi, gli sceneggiatori. Raramente, o quasi mai si utilizzano questi strumenti per una formazione nel campo dello storytelling. Quando viene proposto un esercizio narrativo spesso sorge la domanda:”Quanto deve essere lungo?” La risposta di solito è: “Una pagina… Un foglio… Non troppo lungo…” Raramente, o quasi mai, si dice 1800 battute, 2 cartelle redazionali, 300 parole.
RACCONTARE CONTANDO. ESERCIZI PER STORYTELLER (aspiranti o affermati) Leggi tutto »
L’assurdo è rivoluzionario, per questo ogni suo riferimento deve essere soppresso. Eugène Ionesco diceva: ”Il teatro è essenzialmente rivelazione di cose mostruose, o di condizioni mostruose, senza immagini o di immagini che portiamo in noi.” L’assurdo oggi è straordinariamente attuale proprio perché ci è evitato in tutti modi di doverlo affrontare. La cultura di massa può avere tutte le caratteristiche che si vuole, dalle più brutali, violente, sessiste, razziste, pornografiche al loro finto “contrario”, buonista, educato, moralista, politicamente corretto, paternalista, tranne una: svelare l’assurdo, mostrarne l’esistenza. Questo è comune a qualsiasi comunicazione, perciò diffidiamo di tutto ciò che viene comunicato. Leggiamo due brani tratti da Aspettando Godot (S. Beckett) e La lezione (E. Jonesco), per chiarire questi concetti.
LA SCOMODA LEZIONE DEL TEATRO DELL’ASSURDO PER LA COMUNICAZIONE DI OGGI Leggi tutto »