IL “PATERNALISMO DIGITALE”. PERCHÉ IL DIVIETO AI SOCIAL DEGLI ADOLESCENTI NON RIGUARDA AFFATTO LA LORO “SALUTE MENTALE”?
In questo periodo assistiamo a un’offensiva mediatica e legislativa senza precedenti che riguarda il divieto di accesso (o la regolamentazione) ai social media per gli adolescenti. È una linea politica proposta da governi di ogni tipo e genere, che intanto intensificano (tutti quanti), le spese in armi e che preparano per i giovani un futuro di guerra e precarietà. Questa politica di divieto e regolamentazione viene venduta come una specie di “atto di amore” (sic!), come una “misura protettiva” per la salute mentale dei giovani (doppio sic!).
Ma se grattiamo la superficie delle retoriche di questi governi di varia colorazione politica, ecco emergere una realtà molto diversa!
Diciamolo chiaramente, non c’è alcun atto di cura da parte loro. Ma è un atto di paternalismo digitale che serve a consolidare il potere, a proteggere i mercati e a soffocare il dissenso.